APPELLO al mondo sano dell’imprenditoria casertana, del sindacato, delle professioni e delle istituzioni

La camorra ha accumulato, con innumerevoli pratiche criminali, enormi patrimoni. Il “denaro sporco”, incamerato con la violenza, i delitti ed i traffici illeciti, ha permesso all’organizzazione criminale di allargare le proprie attività illecite, condizionare l’economia legale ed imporre sui territori un modello economico-sociale, che si è fatto strada in Italia e in altre nazioni. Uno degli strumenti più efficaci di contrasto alla camorra, accanto agli arresti, è stato quello di sottrargli le enormi ricchezze accumulate illecitamente e restituirle alla collettività, affinché siano usate per fini sociali ed istituzionali e per costruire un’imprenditoria alternativa a quella camorrista, che assicuri occupazione legale e libera dal vincolo criminale. Le dimensioni e la complessità assunta dal fenomeno camorra richiede oggi una riflessione ulteriore. Non si tratta per lo Stato solo di far rientrare le ricchezze confiscate nell’economia legale – nella quale la camorra troppo agevolmente agisce -, ma interrogarsi su come tali patrimoni possono contribuire alla costruzione di comunità libere dalla camorra e sostenere modelli di sviluppo locale alternativi a quelli criminali. L'economia ha bisogno dell'etica amica della persona per il suo corretto funzionamento. I patrimoni recuperate alla camorra possono essere importanti risorse, anche simboliche, per promuovere un’economia sociale antidoto a quella criminale. E’ necessario moltiplicare le buone pratiche d’uso sociale e produttivo dei beni confiscati sul nostro territorio. Facciamo un appello al mondo sano dell’imprenditoria casertana, del sindacato e delle professioni per riprenderci tutti i beni confiscati alla camorra in provincia di Caserta. Mettiamo in rete le cooperative sociale con gli imprenditori sani della provincia di Caserta e promuoviamo nuovi progetti d’imprenditorialità sociale. Adottiamo almeno 10 beni confiscati (immobili e/o aziende) e su di essi creiamo e rafforziamo altrettante cooperative sociali, che abbiano come soci sovventori le imprese sane del territorio, che realizzino progetti sostenibili innovativi, capaci di affrontare questioni cruciale per il nostro territorio (tutela dell’ambiente, salute pubblica, sicurezza alimentare, valorizzazione del patrimonio culturale, inclusione sociale di persone svantaggiate, educazione dei giovani, efficienza e trasparenza della PA). Sosteniamo i giovani della provincia di Caserta, che vogliono usare i beni confiscati, con un "network di opportunità", che solo il mondo dell'imprenditoria sana può fornire. Creiamo le condizioni per realizzare un innovativo "Distretto di economia sociale", partendo dall’uso beni confiscati alla criminalità, per mostrare all'Italia intera che queste non sono le terre di camorra, ma le Terre di don Peppe Diana. Casal di Principe 08 gennaio 2013  
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